«Le abbondanti nevicate di questi giorni hanno portato disagi in molte vallate del Trentino.
Ovunque sopra i 1.500 mt di quota e occasionalmente a che più in basso, abbiamo avuto parecchi centimetri di coltre bianca che ha ricoperto ogni cosa.
Una particolare attenzione va posta in questi casi alle canne fumarie delle abitazioni che rischiano di rimanere occluse lì dove si è accumulata molta neve. Normalmente le canne fumarie dovrebbero sporgere almeno un metro dalla falda del tetto, ma spesso sono più basse e quindi non di rado la neve arriva a sommergerle parzialmente se non addirittura completamente. La conseguenza di ciò è un cattivo tiraggio del camino che impedisce la dispersione dei fumi di combustione in atmosfera, favorendo la concentrazione del pericoloso monossido di carbonio (CO) all'interno dell'abitazione.
E' un gas di cui non si percepisce la presenza perché è incolore e inodore e solo attraverso l'uso del rilevatore gas è possibile verificarne la concentrazione». Questo il messaggio diffuso dalla Federazione dei Corpi Vigili del Fuoco Volontari Provincia autonoma Trento che aggiunge:

«Si raccomanda pertanto:
• di verificare che la neve non abbia coperto il camino, eventualmente provvedere a liberarlo prima di accendere la stufa;
• di effettuare un'accurata pulizia delle canne fumarie prima di ogni stagione invernale, meglio se a farla è uno spazzacamino abilitato;
• di utilizzare solo legno vergine o pellet certificato.
In caso di sospetta presenza di monossido di carbonio:
• aprire le finestre ed avvertire immediatamente i vigili del fuoco e/o sanitari se vi sono anomalie nella combustione e se si avverte nausea, vomito, confusione o disorientamento.
I vigili del fuoco volontari sono a disposizione per verificare eventuali situazioni di potenziale pericolo che si potessero verificare nelle abitazioni ove sono usate sistemi di riscaldamento con camera di combustione nei vani ove si soggiorna abitualmente».
